FAQ: Domande Frequenti su Presentazione Pratica Conto Termico

Informazioni Generali

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Per le richieste di Conto Termico inviate a partire dal 19/07/14 l'incentivo massimo calcolato in base a quanto previsto dal Decreto e dalle Regole Applicative non può eccedere il 65% della spesa sostenuta, ovvero della spesa indicata sul Portaltermico, nelle fatture allegate e nelle relative ricevute di pagamento (bonifici bancari o postali).

Si precisa che nel caso di multi intervento, l'incentivo viene calcolato come somma degli incentivi calcolati separatamente per ogni intervento, tenuto conto dell'incentivo massimo ammissibile pari al 65% della spesa sostenuta per singolo intervento, di cui deve essere fornita specifica evidenza.

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La definizione di ESCO è contenuta nel D.Lgs 102/2014 e, nell'ambito del Conto Termico, possono essere considerati tali solo quei soggetti in possesso di certificazione ai sensi della norma UNI CEI 11352.

Le ESCO possono richiedere gli incentivi, in qualità di Soggetto Responsabile (vedi "Quali sono le caratteristiche che identificano il Soggetto Responsabile?"), in relazione a tutti gli interventi di cui all'art. 4 del D.M. 16 febbraio 2016, in ragione della stipula di un contratto di prestazione/servizio energetico con un Soggetto privato o di un contratto di rendimento energetico con una Amministrazione pubblica.

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Il Soggetto Responsabile è il soggetto che ha sostenuto le spese per l'esecuzione degli interventi e che ha diritto all'incentivo e stipula il contratto con il GSE; può operare attraverso un Soggetto Delegato, per la compilazione della scheda-domanda e per la gestione dei rapporti con il GSE relativi agli adempimenti a carico del Soggetto Responsabile (precisati al paragrafo 1.2 delle Regole Applicative).

Il Soggetto Delegato è la persona fisica o giuridica che opera, tramite delega, per nome e per conto del Soggetto Responsabile sul portale web e gestisce i rapporti contrattuali con il GSE; può coincidere con il tecnico abilitato. Per la registrazione al Portaltermico del soggetto delegato, vedi FAQ "Il Soggetto Delegato come si deve registrare sul portale internet Gse per poter operare sul Portaltermico per conto Soggetto Responsabile?".

Il Soggetto Ammesso è il soggetto pubblico o privato beneficiario degli interventi oggetto di incentivazione. In particolare, nelle Regole Applicative (edizione luglio 2016) si specifica che per Soggetti Ammessi si intendono:

  1. i soggetti titolari di diritto di proprietà (anche nuda proprietà) dell'edificio/immobile;
  2. i soggetti che hanno la disponibilità dell'edificio/immobile, perché titolari di diritto reale o personale di godimento.

Tali soggetti potranno accedere agli incentivi o in qualità di Soggetto Responsabile, o avvalendosi di una ESCO.

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Nel caso degli ex Istituti Autonomi Case Popolari comunque denominati e trasformati dalle Regioni (ex IACP), i soggetti gestori sono equiparati, ai fini dell'accesso agli incentivi del Conto Termico, a Soggetti ammessi di tipologia Amministrazione pubblica; pertanto possono accedere agli incentivi direttamente, in qualità di Soggetto Responsabile, o in alternativa avvalendosi di una ESCO, stipulando con essa un contratto di rendimento energetico.

Per accedere al Conto termico gli edifici gestiti dagli ex IACP devono essere di proprietà pubblica e destinati ad uso esclusivamente o prevalentemente residenziale.

Nel caso di interventi realizzati in edifici di grandi dimensioni, in alternativa alla presentazione di una richiesta unica per singolo edificio e qualora le dimensioni dell'edifico siano tali da giustificarlo, il Soggetto Responsabile può richiedere l'accesso agli incentivi con riferimento ai singoli blocchi abitativi costituenti l'edificio. In questo caso, i singoli blocchi abitativi costituenti l'edificio, sono equiparati, ai fini del Conto termico, ad edifici.

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L'incentivo è alternativo alle detrazioni fiscali. Il cumulo del Conto termico con altri regimi di sostegno è possibile solo nei casi e nei limiti individuati all'art. 12 del DM 16/febbraio 2016.

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Le fatture devono essere intestate al Soggetto Responsabile, che deve essere anche l’intestatario del C/C da cui è effettuato il bonifico bancario per il pagamento delle spese di realizzazione degli interventi.

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Si, rientrano tra le spese ammissibili.

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L’effettivo smaltimento del generatore sostituito deve essere documentato, ai sensi dell’art. 6, comma 7 lettera l) del D.M. 16 febbraio 2016, mediante presentazione del certificato del corretto smaltimento del generatore o di un documento analogo attestante che il generatore è stato consegnato a un apposito centro per lo smaltimento.

In alternativa, deve essere fornita evidenza del ritiro e dello smaltimento del generatore di calore sostituito nella fattura del fornitore del nuovo generatore o nella fattura di altro operatore professionale.

La documentazione comprovante lo smaltimento dovrà essere riconducibile al generatore sostituito e/o all’intervento per cui è richiesto l’incentivo. La fattura deve pertanto riportare la targa del generatore sostituito e/o il codice fiscale del Soggetto Responsabile e/o i riferimenti dell’immobile oggetto di intervento.

In caso di installazione di impianti solari termici anche abbinati a solar cooling (art. 4, comma 2, lettera c, del DM 16 febbraio 2016), un soggetto che acquisisce un diritto reale o personale di godimento relativo alla sola superficie di posa del campo.

Il D.M. 16 febbraio 2016 individua, ai fini dell’accesso ai relativi meccanismi d’incentivazione, due specifiche tipologie di soggetti:

  • i cd. “Soggetti Ammessi”, in qualità di soggetti beneficiari degli interventi oggetto di incentivazione;
  • i cd. “Soggetti Responsabili”, in qualità di soggetti che hanno sostenuto direttamente le spese per l’esecuzione degli interventi.

In particolare, nelle Regole Applicative (edizione luglio 2016) si specifica che per Soggetti Ammessi si intendono:

  • i soggetti titolari di diritto di proprietà (anche nuda proprietà) dell’edificio/immobile;
  • i soggetti che hanno la disponibilità dell’edificio/immobile, perché titolari di diritto reale o personale di godimento. Tali soggetti potranno accedere agli incentivi o in qualità di Soggetto Responsabile, o avvalendosi di una ESCO, in alternativa al proprietario.

Pertanto, un soggetto che ha nella sua disponibilità esclusivamente la superficie di posa del campo solare termico (es. il lastrico solare di un edificio) non può rientrare nella definizione di Soggetto Ammesso, poiché dispone solo di una parte dell’edificio o dell’immobile o dell’unità abitativa serviti dal campo solare termico. Il Soggetto Ammesso deve, infatti, dimostrare di avere la disponibilità dell’immobile servito dall’impianto solare termico e non della sola superficie su cui questo è installato (nel caso specifico, il lastrico solare).

Inoltre, nelle Regole Applicative si specifica che “le Amministrazioni pubbliche e i Soggetti privati, ai fini dell’accesso agli incentivi, possono avvalersi di contratti di prestazione/servizio energetico, recanti l’eventuale finanziamento tramite terzi, anche tramite l’intervento di una ESCO”.

Pertanto, un soggetto diverso dal Soggetto Ammesso, può configurarsi come Soggetto Responsabile purché:

  • sia una ESCO;
  • stipuli un contratto di prestazione/servizio energetico con il Soggetto Ammesso;
  • garantisca il rispetto di tutti i requisiti previsti per tutta la durata prevista dall’art. 4 commi 3 e 4 assicurando, tra l’altro, anche l’accesso all’impianto e la regolare esecuzione di ogni attività di controllo in caso di sopralluogo da parte del GSE.

Non è, pertanto, ammessa la realizzazione di un intervento da parte di un soggetto che intenda configurarsi come Soggetto Ammesso e/o Responsabile acquisendo un diritto reale o personale di godimento relativo alla sola superficie di posa del campo solare termico (es. lastrico solare di un edificio).

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L'articolo 3 del DM 16 febbraio 2016 subordina l'accesso agli incentivi da parte delle ESCO alla stipula di un contratto di prestazione energetica di cui al D.Lgs. 102/14 o, per i soli soggetti privati, anche alla stipula di un contratto di servizio energia di cui al D.Lgs. 115/08.

Al contempo, il comma 4 dell'art. 4 del DM 16 febbraio 2016 dispone che gli interventi incentivati mantengano i requisiti che hanno consentito l'accesso agli incentivi durante il periodo di incentivazione e nei 5 anni successivi all'ottenimento degli stessi incentivi.

In più, il successivo comma 5 stabilisce che ogni modifica e/o variazione degli interventi incentivati, realizzata nel periodo di incentivazione e nei 5 anni successivi all'ottenimento degli stessi incentivi, deve essere comunicata al GSE.

Pertanto, al fine di assicurare il mantenimento i requisiti che in origine hanno consentito l'accesso agli incentivi la stipula dei contratti e la relativa efficacia devono rispettare le seguenti condizioni temporali:

Nel caso di interventi ad accesso diretto

  • la stipula del contratto deve avvenire in una data antecedente a quella di presentazione dell'istanza di accesso agli incentivi;
  • il contratto deve risultare efficace, al più tardi, alla data di accoglimento dell'istanza di accesso agli incentivi;
  • il contratto deve risultare efficace almeno fino a 5 anni dopo la data del pagamento dell'ultima rata degli incentivi.

Nel caso di interventi ad accesso su prenotazione

  • la stipula del contratto deve avvenire in una data antecedente a quella di presentazione della richiesta di prenotazione degli incentivi;
  • il contratto deve risultare efficace, al più tardi, alla data di consegna al GSE della scheda-contratto a prenotazione debitamente sottoscritta;
  • il contratto deve risultare efficace almeno fino a 5 anni dopo la data del pagamento dell'ultima rata degli incentivi.

Si rappresenta, infine, che le verifiche di cui all'art. 14 del citato decreto, svolte dal GSE nei confronti del Soggetto Responsabile (nella fattispecie nei confronti della ESCO che ha stipulato il contratto), possono essere effettuate durante la fase istruttoria di accesso agli incentivi e fino ai 5 anni successivi al periodo di erogazione degli incentivi. Pertanto, oltre i requisiti che in origine hanno consentito l'accesso agli incentivi, è necessario che sia conservata per il periodo di erogazione degli incentivi e per i 5 anni successivi tutta la documentazione attestante il possesso di detti requisiti.

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​Condizione fondamentale del Decreto del Conto Termico è si attui un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, pertanto l’entità rispetto alla quale deve verificarsi il risparmio atteso è proprio il sistema edificio-impianto.

Da ciò ne deriva la necessità di contestualizzare l’intervento dandone i riferimenti della struttura su cui si realizza, infatti un intervento, per quanto basato su componenti di per sé evoluti tecnologicamente non può essere ammesso all’incentivo se non comporti un beneficio energetico all’edificio su cui si va a realizzare. Di seguito le informazioni che devono essere messe a disposizione per modellizzare l’edificio:

  • UBICAZIONE: Regione – Provincia – Comune – CAP – Indirizzo – Numero Civico – Zona Climatica- Gradi Giorno – Altitudine;
  • DATI CATASTALI: Stato catastale dell’Immobile – Codice Catastale - Comune – Foglio del catasto - Particella catastale – subalterno – Categoria catastale – Data Accatastamento – Destinazione d’uso;
  • DATI IMMOBILE: Anno realizzazione (anche stimato) – Superficie Utile – Volume netto riscaldato.
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All’atto della prenotazione degli incentivi di cui all’art. 6 comma 4 lettera c) del DM 16/2/16 è necessario presentare anche la diagnosi energetica laddove, nella richiesta di erogazione del saldo c.d. accesso diretto lo sia già previsto, come da articolo 15 del DM 16/2/16. Negli altri casi va comunque fornita una relazione (o la stessa diagnosi energetica) volta a dimostrare le caratteristiche del progetto approvato dalla Pubblica Amministrazione e per il quale si va a chiedere l’incentivo.

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No, il conto termico restituisce, al più, il 65% delle spese sostenute. Pertanto, non saranno ammessi agli incentivi gli impianti forniti gratuitamente. Qualsiasi operazione che comporti la fornitura gratuita di impianti grazie al beneficio del conto termico si deve presumere sottenda indicazioni ingannevoli. Si invita chiunque venisse a conoscenza di azioni di questo tipo a segnalarle prontamente al GSE​.

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Il D.M. 16 febbraio 2016 definisce, oltre ai Soggetti ammessi (le Amministrazioni pubbliche e i Soggetti privati), la figura del Soggetto Responsabile.

Per Soggetto Responsabile si intende il soggetto che: a) ha sostenuto direttamente le spese per l'esecuzione degli interventi;
b) presenta istanza di riconoscimento degli incentivi al GSE, risultandone responsabile in riferimento alla veridicità, completezza e conformità alla normativa di riferimento, anche ai fini dell'art. 23 del D.Lgs. 28/11;
c) stipula il contratto con il GSE e riceve gli incentivi;
d) è tenuto a conservare, per tutta la durata dell'incentivo e per i 5 anni successivi all'erogazione dell'ultimo importo, garantendone la corretta conservazione al fine del riscontro, gli originali dei documenti indicati nel D.M. 16 febbraio 2016 e nelle Regole Applicative del GSE;
e) in qualità di responsabile dell'intervento realizzato è tenuto ad assicurare, pena la decadenza dall'incentivo, il mantenimento dei requisiti di accesso agli incentivi come previsto dall'art. 4 commi 3 e 4 del Decreto e la regolare esecuzione di ogni attività di controllo, anche mediante sopralluogo, che il GSE o ogni altro soggetto dallo stesso delegato, ritenesse necessaria ai sensi dell'art. 14 del D.M. 16 febbraio 2016

Soggetti Ammessi

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Un installatore può configurarsi come Soggetto Responsabile solo nel caso:

  • di un intervento realizzato su un edificio di sua pertinenza e per un intervento per il quale sostiene le spese;
  • in cui il soggetto operi come una ESCO, purchè ne abbia le facoltà e alleghi all'istanza i contratti sottoscritti con il soggetto ammesso, come indicato all'art.3 commi 2 e 3 del Decreto.
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I Soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario, e le Amministrazioni pubbliche direttamente, in qualità di Soggetto Responsabile, o in alternativa avvalendosi di una ESCO.

Nel caso in cui il Soggetto privato intendesse avvalersi di una ESCO deve stipulare con essa un contratto di prestazione/servizio energetico (rendimento energetico o di servizio energia, anche Plus); le Amministrazioni pubbliche devono invece stipulare con la ESCO un contratto di rendimento energetico.

Qualora la ESCO acquisisse la qualifica di Soggetto Responsabile in relazione a interventi finalizzati all'ottenimento degli incentivi e realizzati presso un edificio, impianto, sito industriale, ecc., nella titolarità di un soggetto privato, è necessario presentare al GSE un'espressa autorizzazione a effettuare l'intervento resa dal proprietario ai sensi del D.P.R. 445/2000. Con la medesima dichiarazione lo stesso proprietario:

  • dichiara di essere a conoscenza che la ESCO, per quell'intervento, intende richiedere il riconoscimento degli incentivi ai sensi del D.M. 16 febbraio 2016 e che pertanto, per il medesimo intervento, in conformità a quanto previsto dall'art. 12, non possono essere riconosciuti altri incentivi comunque denominati a carico delle tariffe dell'energia elettrica e del gas e altri incentivi statali;
  • si impegna a non richiedere per il medesimo intervento gli stessi incentivi previsti dal D.M. 16 febbraio 2016 e altre forme di incentivazione statali (e.g. detrazioni fiscali, certificati bianchi, …).
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In base alla normativa vigente, le ONLUS, le parrocchie, gli enti ecclesiastici e di culto in genere, pur qualificati dall'ordinamento dello Stato come enti non commerciali, possono, tuttavia, svolgere attività d'impresa. Si può distinguere, infatti, all'interno di questi enti, il ramo cd. “Onlus" - quello, cioè, relativo ad attività di religione, beneficienza, assistenza, istruzione, ecc. – e il ramo “commerciale" eventualmente produttivo di utili, che possono essere dedicati esclusivamente al finanziamento del primo ramo.

In questi casi, il ramo “commerciale" viene equiparato all'attività d'impresa, con conseguente soggezione ai relativi adempimenti contabili e fiscali (ad es., obbligo di presentazione delle dichiarazioni IVA, IRAP e dei redditi).

Pertanto, qualora gli enti in esame siano in grado di dimostrare, tramite allegazione di idonea documentazione (ad es., copia delle dichiarazioni IVA, IRAP e dei redditi), di essere titolari di redditi d'impresa o agrari (si pensi, a titolo esemplificativo, all'attività di vendita di prodotti artigianali da parte di ordini monastici o a quella di ricettività/ospitalità da parte di ordini conventuali), gli stessi potranno rientrare nella definizione di “soggetti privati" di cui all'art. 3, comma 1, del DM 16 febbraio 2016, con conseguente possibilità di accesso ai meccanismi d'incentivazione previsti per gli interventi di cui all'art. 4, comma 2.

Il D.Lgs. 102/2014, entrato in vigore il 19 luglio 2014, all'art. 7, comma 6, lettera a), aggiorna il perimetro dei Soggetti ammessi agli incentivi previsti dal D.M. 16 febbraio 2016, consentendo quindi anche a Onlus, parrocchie, enti ecclesiastici e enti di culto in genere di accedere all'incentivazione, indipendentemente dall'essere titolari di redditi d'impresa o agrari.

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Sì, le Unioni dei Comuni possono costituire soggetto ammesso alla realizzazione di interventi sulle strutture di proprietà dei Comuni costituenti l’unione. Infatti, le Unioni sono un soggetto pubblico istituito proprio per gestire beni e servizi dei Comuni con assoluto potere di delega e controllo sulla struttura di cui sono sovrani e a tali unioni vanno riconosciuti introiti e contributi derivanti dalla loro gestione

Informazioni sugli Interventi Incentivabili

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​Gli interventi di cui all'articolo 4, comma 1, del D.M. 16 febbraio 2016 devono essere realizzati su edifici di proprietà delle Amministrazioni pubbliche.

Per Amministrazioni pubbliche si intendono: i soggetti di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, inclusi nell'elenco dell'Agenzia per l'Italia Digitale, compresi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari comunque denominati e trasformati dalle Regioni; le Società a patrimonio interamente pubblico ai sensi dell'art. 113 D.Lgs 267/00; le Società cooperative sociali incluse negli albi regionali di cui alla legge 381/1991 e le Cooperative di abitanti iscritte all'Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico in base all'art. 13 della Legge 31 gennaio 1992 n. 59.

I soggetti che ricadono nella definizione di Amministrazioni pubbliche proprietari o, nel caso degli ex Istituti Autonomi Case Popolari comunque denominati e trasformati dalle Regioni, in qualità di gestori del patrimonio pubblico, possono accedere agli incentivi direttamente, in qualità di Soggetto Responsabile, o in alternativa avvalendosi di una ESCO, stipulando con essa un contratto di rendimento energetico.

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Le spese di esecuzione dei lavori in proprio (manodopera, progettazione, ecc.) non sono computabili ai fini degli incentivi in quanto non documentabili mediante fattura. Le ESCO devono documentare le spese per l’esecuzione dei lavori (manodopera, progettazione, consulenza, ecc.) nell’ambito del contratto con il Soggetto privato o con la Amministrazione pubblica.

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Per multi-intervento si intende la realizzazione contestuale di più interventi di differente tipologia (con riferimento alle tipologie di cui all’art. 4 del D.M. 16 febbraio 2016), relativi allo stesso edificio o unità immobiliare.

Gli interventi devono far parte della medesima progettualità e, quindi, non saranno considerati quali multi-interventi operazioni di aggregazione di interventi disgiunti fra loro sotto il profilo progettuale, tecnologico e temporale. Si precisa che:

  • il Soggetto Responsabile deve presentare al GSE una sola scheda-domanda “multi-intervento” entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento;
  • la data di conclusione dell’intervento corrisponde a quella della conclusione lavori dell’ultimo intervento realizzato;
  • in alternativa a singole asseverazioni per ogni intervento, può essere predisposta un’unica asseverazione per tutti gli interventi effettuati, che dettagli adeguatamente tutti gli N interventi;
  • la valutazione della richiesta di concessione degli incentivi prevede un procedimento istruttorio unico; qualora, anche con riferimento ad un singolo intervento (degli N costituenti il “multi-intervento”), fossero rilevate delle non-conformità tali da richiedere dei chiarimenti, l’intero procedimento verrà sospeso;
  • la tabella inserita nella richiesta di concessione degli incentivi riassume gli importi indicativi specifici per ciascun intervento, le relative ripartizioni in rate, nonché i totali annui da erogare a favore del Soggetto Responsabile; l’ammontare dell’incentivo è da intendersi pari alla somma degli incentivi relativi ai singoli interventi.
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Rientrano nella categoria degli interventi 2.C (installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling), le installazioni di collettori solari che rispettano i requisiti tecnici indicati nelle Regole Applicative (paragrafo 5.10). I pannelli solari ibridi termo-fotovoltaici o sistemi solari comunque integrati con altre tecnologie, possono essere incentivati nel solo caso in cui il collettore solare o l’impianto solare termico prefabbricato (factory made) rispetti tutti i requisiti prestazionali unicamente mediante l’effetto termico diretto (trasformazione diretta dell’energia solare in calore).

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Gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione, pompe di calore e/o generatori di calore alimentati da biomassa (1.C., 2.A. e 2.B.) sono incentivabili qualora l’intervento preveda la sostituzione totale o parziale dell’impianto pre-esistente. La sostituzione parziale consiste nella sostituzione di almeno uno dei generatori pre-esistenti, di potenza compatibile con il componente che verrà installato. Non si riterranno idonee sostituzioni di componenti che, nella configurazione ante-operam, erano di potenza sensibilmente inferiore, se non saranno suffragate da opportuni documenti tecnici volti a dimostrare che l’intervento non celi, agli effetti, una nuova installazione.

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Qualora l’intervento comporti il distacco di una singola utenza dall’impianto di climatizzazione centralizzato e l’installazione di un nuovo generatore di calore, l’intervento non potrebbe essere ammesso agli incentivi in quanto non sarebbe riconducibile a un intervento di sostituzione. Qualora invece il generatore pre-esistente sia dismesso, smaltito (lo smaltimento deve essere documentato così come indicato nelle Regole Applicative) e sostituito con uno o più generatori di calore a condensazione, pompa di calore o alimentati da biomassa (1.C., 2.A. e 2.B) a servizio delle singole utenze, precedentemente servite dall’impianto centralizzato, l’intervento sarebbe incentivato. L’incentivo è calcolato in funzione della potenza del/dei nuovo/i generatore/i. In questa circostanza, qualora l’intervento sia incluso in un’unica progettualità e sia di pertinenza di un solo soggetto, deve essere presentata un'unica istanza, al fine di non aggirare i limiti sugli incentivi spettanti degli allegati I e II del DM 16 febbraio 2016.

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No, il generatore sostituito deve essere alimentato a biomassa, a carbone, a olio combustibile o a gasolio. Per i soli interventi effettuati in aree non metanizzate, esclusivamente dalle aziende agricole che effettuino attività agroforestale, è ammessa agli incentivi la sostituzione di generatori di calore alimentati a GPL.

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L’intervento può essere ammesso al “Conto Termico” nel solo caso in cui non sia tra quelli già considerati ai fini del riconoscimento del premio per l’uso efficiente dell’energia previsto dal Conto Energia fotovoltaico.

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Il Solar Keymark è un marchio per la certificazione su base volontaria dei prodotti del solare termico.

Esso si basa su uno schema di certificazione che fa riferimento alla normativa EN 12975-1/2 per i collettori solari e alla normativa EN 12976-1/2 per i sistemi solari del tipo "factory-made" ed è rilasciato da Organismi di Certificazione riconosciuti dal CEN (Comitato Europeo di Normazione).

Al Certificato Solar Keymark è allegata una scheda tecnica, siglata dal laboratorio accreditato che ha eseguito i test, che riassume i principali risultati riportati nel relativo rapporto di prova (test report).

Tali dati contengono:

  • per i collettori solari, i parametri della curva di efficienza;
  • per i sistemi factory-made, i valori di produttività energetica per i diversi siti di riferimento.

Il possesso del certificato Solar Keymark garantisce, pertanto, il rispetto del requisito, previsto dall'Allegato I, art. 2.3) del decreto 16 febbraio 2016, della conformità del prodotto alla norma UNI EN 12975 o UNI EN 12976, rilasciata da laboratorio accreditato, mentre il rispetto dei valori minimi di rendimento termico dei collettori solari o di producibilità specifica dei sistemi solari (requisito richiesto dall'Allegato I, art. 2.3, lettera d del decreto 16 febbraio 2016 e dalle Regole Applicative) va verificato sulla base della scheda tecnica allegata al Certificato Solar Keymark. Per i collettori solari piani, qualora i parametri della curva di efficienza riportati nella scheda tecnica fossero definiti in base alla superficie di apertura, la verifica del rispetto dei valori minimi di rendimento termico riferiti alla superficie dell'assorbitore (prevista dal decreto) potrà essere eseguita convertendo i parametri in base al rapporto delle aree di apertura e dell'assorbitore, come previsto dalla norma EN12975-2 (clausola 6.1.4.8.4.3 - Conversion of thermal performance test characteristics).

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​Sì. In questa circostanza trovano applicazione gli interventi 2.B e 2.C del DM 16/2/16.

Nel caso di serre non censite al catasto edilizio urbano, perché esentate dall’obbligo (come nei casi in cui si effettua la coltivazione di terra), per poter accedere ai benefici del Decreto, è necessario trasmettere il codice CUAA (codice unico di identificazione aziende agricole).

Nel caso specifico di interventi 2.B, per le serre di proprietà delle sole aziende agricole è consentito anche il mantenimento dei generatori esistenti a gasolio con la sola funzione di backup. In tal caso il produttore è tenuto ad installare opportuna strumentazione di misura, certificata da un soggetto terzo ed accessibili ai controlli, atta a registrare le attività dei due diversi generatori.

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Sì e il dimensionamento del sistema di accumulo deve essere eseguito secondo le disposizioni di pagina 6 dell’allegato I al DM 16/2/16. Dal momento che il sistema di accumulo deve essere opportunamente dimensionato rispetto alle esigenza della struttura a cui si riferisce, ci si attende che il dimensionamento di tale componente sia certificato dall’installatore/progettista e non dal costruttore della caldaia il quale non può aprioristicamente conoscere il fabbisogni dell’edificio/unità immobiliare su cui si va ad installare il generatore.

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​Il mandato irrevocabile all’incasso è uno strumento introdotto nel meccanismo incentivante all’art. 8 comma 5 del DM 16/2/16 quale misura accompagnatoria al fine di agevolare la diffusione del conto termico. Il mandato è uno strumento disciplinato negli artt. 1703 e s.s. del Codice civile e, nel caso in esame, può essere utilizzato unicamente per procedere al pagamento del fornitore tramite l’erogazione, direttamente a tale soggetto, dell’incentivo netto spettante. Da ciò ne deriva che il mandato irrevocabile all’incasso può essere presentato in sostituzione di uno dei bonifici. Permane l’esigenza che la somma fra gli importi dei bonifici e l’importo del mandato (incentivo netto) coincida con l’importo riportato in fattura. Non sono idonei mandati a favore di soggetti diversi dal fornitore né mandati che, sommati con i bonifici idonei forniti, non portino ad un risultato coincidente con gli importi riportati in fattura.

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Il mandato irrevocabile all'incasso è uno strumento con il quale si va ad effettuare il pagamento di un bene, alla stregua di una ricevuta di bonifico, pertanto si ritiene idoneo solo se si dimostra che la somma di detti pagamenti coincida con gli importi fatturati. Dal momento che nei casi in cui il soggetto responsabile è la Esco che opera per conto del soggetto ammesso non devono essere trasmessi al GSE le fatture e le relative ricevute di bonifico, in questa circostanza non può essere adottato lo strumento del mandato irrevocabile all'incasso.

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​Ai fini della richiesta d’incentivo, il Soggetto Responsabile, sia per interventi che prevedono l’installazione di generatori di potenza termica nominale ≤ 35 kW non compresi nel Catalogo, sia con potenza > 35kW, allega una certificazione del produttore degli elementi impiegati che attesti i requisiti tecnici prestazionali (potenza termica al focolare, potenza utile e del rendimento) ottenuti in conformità ai metodi di prova previsti dalla UNI EN 15502. Affinché l’intervento possa essere ammesso all’incentivo tali valori devono essere superiori a quelli minimi previsti dal Decreto e dagli allegati.

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​No, infatti il regime forfettario agricolo dell’IVA consente una detrazione (a fine anno) che, sebbene si riferisca alle vendite del soggetto e non agli acquisti, è da attribuirsi ad un risarcimento che si va a riconoscere rispetto all’IVA pagata sulle spese sostenute. In sostanza, sebbene non ci sia un legame diretto, il regime forfettario agricolo prevede comunque una restituzione (di importo variabile), il ché di per se ci porta a ritenere che l’IVA non possa rappresentare un costo per l’azienda. Da ciò ne consegue che quella voce non può essere inclusa fra le spese ammissibili

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​Visto l’elevato numero di richieste di chiarimento pervenute relativamente alle modalità di pagamento degli interventi, si specifica che, salvo gli specifici casi esplicitamente previsti dalle Regole Applicative, il Soggetto Responsabile deve essere il medesimo soggetto che effettua il pagamento. Non sono in alcun modo incentivabili interventi per cui lo stesso fornitore dell’intervento (ad esempio l’installatore) abbia effettuato a se stesso il pagamento​.

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​Sì, ma solo per la quota di potenza pari al 50% di quella sostituita. In tale circostanza andranno ridotte le spese ammissibili per tener conto delle spese imputabili alla sola potenza incentivabile. Pertanto, tali spese andranno ridotte di un coefficiente pari al 50% della potenza ex-ante/potenza ex-post.

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​​Il decreto che attua le disposizioni dell’art. 290 comma 4 del D.lgs 152/06 è il Decreto del 7 novembre 2017 n.186 entrato in vigore il 2/01/2018. Pertanto, ai sensi di quanto previsto a pagina 6 dell’allegato I del DM 16/2/16, tutte le istanze inerente stufe e caldaie a biomassa presentate a partire dal 2 gennaio 2019 dovranno essere corredate di detta certificazione (c.d. certificazione ambientale). Visti i pertinenti contenuti di detto documento, saranno ritenute idonee solo le istanze che, fra gli altri requisiti, evidenzino una congruenza fra la certificazione e i restanti dati forniti.​

Supporto alla Presentazione della Richiesta

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Per la richiesta di prenotazione la Pubblica Amministrazione può operare direttamente o per il tramite di una ESCO con cui abbia stipulato un contratto di rendimento energetico, o una convenzione con CONSIP S.p.A. o con la centrale di acquisti regionale per l'affidamento del servizio energia, integrato con la riqualificazione energetica dei sistemi interessati.

Copia del contratto, in formato elettronico, deve essere trasmessa al GSE tramite il Portaltermico.

In particolare, dovrà essere caricato sul Portaltermico:

  • se il Soggetto Responsabile è direttamente la Pubblica Amministrazione, copia elettronica della diagnosi energetica e di un provvedimento o altro atto amministrativo di impegno all'esecuzione di uno degli interventi indicati nella diagnosi energetica;
  • se il Soggetto Responsabile è la ESCO, copia del contratto di rendimento energetico tra ESCO e Pubblica Amministrazione, integrato con la riqualificazione energetica dei sistemi interessati.
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​​La mancata presentazione delle fotografie dei lavori ante-operam e in corso d'opera comporta il rigetto della richiesta di incentivo.

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Un soggetto formalmente delegato deve registrarsi sul portale internet Gse (GWA) come operatore e operare nel Portaltermico tramite le proprie credenziali.

In tal modo un Soggetto Delegato, accedendo al Portaltermico, può visualizzare tutte le richieste di incentivo gestite per conto dei Soggetti Responsabili nella sezione “Gestione Richieste – Visualizza richieste". Pertanto, Soggetto Delegato e Soggetto Responsabile, hanno diverse credenziali di accesso.

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​È possibile eseguire la variazione delle coordinate bancarie tramite il Portaltermico. Per effettuare la variazione è necessario eseguire le seguenti operazioni:

  1. Accedere al portale e cliccare sulla sezione “ I MIEI CONTRATTI".
  2. Da “I MIEI CONTRATTI" cliccare su “CONTRATTI ATTIVI".
  3. Selezionare il contratto per il quale si vuole operare la variazione inserendo il flag nell'apposito riquadro.
  4. Cliccare sulla sezione “Cambio coordinate bancarie"
  5. Cliccare su “SI" alla domanda “Attenzione: si sta per iniziare la procedura per il cambio delle coordinate bancarie" qualora si voglia effettivamente procedere con la richiesta di variazione coordinate bancarie (cliccare su “NO" se si intende rinunciare alla richiesta di variazione).
  6. Procedere all'inserimento dei dati richiesti, confermare l'operazione e inviare la richiesta.

Informazioni sui requisiti tecnici e diagnosi energetica

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​​​Sì, il tecnico che esegue l'intervento deve possedere i requisiti professionali di cui all'articolo 15 del D.Lgs. 28/11 e attestare il rispetto della normativa tecnica di riferimento ai sensi dell'articolo 7 del D.M. 37/08.

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​​​Non è strettamente necessario che siano separate, ma è necessario che l’importo di spesa sia chiaramente individuato.

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I collettori solari devono essere dotati dell’attestato di conformità alla norma UNI EN 12975 e rispettare i requisiti minimi di rendimento definiti nelle Regole Applicative [punti (iii) dei “Requisiti tecnici per accedere all’incentivo” al paragrafo 5.10.2]. Per gli impianti solari termici prefabbricati (factory made), i cui pannelli non siano dotati dell’attestato di conformità alla norma UNI EN 12975, occorre presentare l’attestazione di conformità alla norma UNI EN 12976. Tali impianti devono inoltre rispettare il requisito sulla producibilità minima definito nelle Regole Applicative [punto (iv) dei “Requisiti tecnici per accedere all’incentivo” al paragrafo 5.10.2].

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No, infatti oltre ai limiti di potenza e dimensione indicati alla lettera n) dell’art. 2 comma 1 e del DM 16/2/16 e l’applicabilità del meccanismo ai soli interventi su impianti esistenti come previsto all’art. 4, si segnala che gli incentivi del conto termico sono erogati a fronte di un risparmio presunto e verosimile. Infatti, l’art. 4 comma 3 del DM 16/2/16 impone, fra le altre cose, che gli impianti siano correttamente dimensionati rispetto al reale fabbisogno della struttura. Pertanto, qualora il GSE dovesse registrare derive da dimensionamenti degli impianti opportuni rispetto ai fabbisogni attesi per l’edificio proposto, provvederà a chiedere chiarimenti e, ove ricorrano le condizioni, a diniegare le richieste.

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Affinché un contratto di prestazione energetica possa ritenersi idoneo a far sì che una ESCO acceda, per conto del soggetto ammesso, al meccanismo di sostegno del conto termico è necessario che risultino rispettati i requisiti minimi previsti dall’Allegato 8 del D.Lgs 102/2014 e che il contratto sia coerente con le disposizioni del DM 16/2/16 e dello stesso D.Lgs 102/14. Pertanto, il contratto:

  • dovrà fondarsi su dei risparmi garantiti di energia e non solo su effetti economici;
  • dovrà prevedere dei procedimenti chiari e coerenti per la determinazione delle baseline energetiche di riferimento e per l’individuazione dei metodi di normalizzazione dei parametri al contorno;
  • dovrà prevedere un sistema di misura chiaro e coerente con gli algoritmi dei risparmi da determinare e garantire;
  • dovrà riferirsi ad un unico edificio o all’unità immobiliare su cui sono realizzati gli interventi, a meno dell’eccezione prevista per le Pubbliche amministrazioni e descritta nella FAQ dedicata;
  • dovrà prevedere una durata del contratto compatibile con quanto previsto dall’art. 4 comma 3 del DM 16/2/16 (vedi FAQ apposita);
  • dovrà essere redatto in maniera tale che il legame stabilito fra le parti, non sia fittizio, ma si deve concretizzare con un riconoscimento periodico di un canone, per l’intera durata contrattuale, a fronte di una prestazione/funzione da mantenere sino alla fine del contratto;
  • dovrà prevedere un’indicazione chiara e coerente delle spese, delle entrate e dell’utile, in linea con quanto indicato all’art. 6 comma 7 lettera h) del DM 16/2/16 (vedi FAQ apposita).
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Nel caso di interventi per i quali il soggetto ammesso sia una pubblica amministrazione può ritenersi opportuno e razionale che venga sottoscritto un unico contratto di prestazione energetica che, sebbene sia riferito a più edifici, preveda un obiettivo energetico basato sul raggiungimento di un risparmio garantito unico e complessivo per tutti gli edifici e non per ciascun edificio. Tale approccio, tuttavia, affinchè si possa ritenere idoneo per le disposizioni del Conto Termico, deve prevedere una serie di garanzie (oltre a quelle generalmente richieste):

  • nel contratto o nei suoi allegati deve essere possibile desumere con chiarezza il risparmio di energia atteso dall’edificio oggetto dell’intervento per il quale si va a chiedere il conto termico, sebbene tale risparmio non costituisca il fondamento su cui si basa il contratto a prestazione garantita;
  • il contratto o suoi allegati devono contenere, almeno per gli interventi per i quali si richiede l’incentivo, una indicazione quantitativa della suddivisione delle spese ammissibili e non ammissibili. ll valore delle spese ammissibili indicato sul contratto dovrà essere in linea con quelle riportato sul portalTermico;
  • dal momento che il risparmio è garantito su base complessiva è presumibile che venga erogato un canone fondato sul raggiungimento di un unico macro-risultato. Ne deriva che il saldo fra spese totali e entrate totali (comprese dell’apporto del conto termico) al fine di poter determinare l’utile (cioè le disposizioni dell’art. 6 comma 7 lettera h), deve essere reso disponibile come somma algebrica di tutti gli addendi derivanti da tutti gli edifici. Pertanto deve essere disponibile, l’entrata dal canone complessivo e, per tutti gli edifici, il valore delle spese che si vanno a sostenere e il valore degli incentivi (es: Conto Termico) che va ad alleviare le spese.
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Nei casi in cui sia presente una clausola che consenta la cessione del contratto in un momento antecedente il termine di 5 anni successivi all’ultima erogazione dell’incentivo, il contratto non può essere ritenuto idoneo per l’amissione agli incentivi della ESCO che lo propone.

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Le spese riportate sul contratto quali spese ammissibili sono quelle indicate all’art. 5 del DM 16/2/16 e sono le medesime che devono essere riportate sul portalTermico. Tali spese devono essere tutte comprovabili con opportuna documentazione fiscale e/o contabile oggettiva, da rendere disponibile nel caso di verifica o nel caso di un approfondimento del GSE sui dati dichiarati.

Informazioni condizioni di cumulabilità

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L'incentivo può essere al più pari al 65% delle spese ammissibili e, nel caso delle pubbliche amministrazioni, l'incentivo è cumulabile con altri meccanismi di sostegno fino al raggiungimento del 100% di copertura delle spese sostenute (e ammissibili). Con ciò ne deriva che il conto termico può coprire il complementare delle spese assegnate con altro meccanismo di sostegno sino al valere del 65% delle spese che in totale verrà a costare l'intervento.

Di seguito un esempio:

Si supponga che un intervento eleggibile al conto termico, a fronte di una spesa di 100 €, risulti meritevole di un incentivo pari a 40€. Tuttavia, nel caso in cui, dei 100 € di costo, una quota pari a 80 € fosse coperta con altri incentivi di cui la pubblica amministrazione fosse assegnataria, ne deriverebbe che l'incentivo spettante in conto termico (sebbene calcolato in 40 €) sarebbe pari a 20 €.

Di contro se la quota di incentivo di cui già fosse assegnataria il comune fosse pari a 45 €, risulterebbe che l'importo ancora non comprato da incentivi sarebbe di 55 € e pertanto si riconoscerebbe il conto termico per un valore pari al massimo spettante, cioè: 40 €.

Informazioni su modalità di calcolo, pagamenti degli incentivi e aspetti fiscali

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​Le spese ammissibili che concorrono alla determinazione dell’incentivo, comprensive di IVA, che si configura come un costo per il soggetto richiedente, sono definite all’articolo 5 del D.M. 16 febbraio 2016 e dettagliate al capitolo 5 delle Regole Applicative del GSE in funzione delle tipologie di interventi ammissibili.

Gli allegati I e II del D.M. 16 febbraio 2016 definiscono inoltre i costi massimi unitari ammissibili e i valori massimi degli incentivi erogabili per tipologia di intervento, nonché le relative modalità di determinazione.

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​Gli incentivi sono erogati dal GSE nella forma di rate annuali costanti. Il GSE provvede, tramite bonifico bancario a favore del Soggetto Responsabile, alla liquidazione su base annuale degli importi dell’incentivo, ripartito in rate annuali secondo quanto indicato nella tabella allegata alla scheda-contratto. Nel caso di ammontare totale dell’incentivo non superiore a 5.000 euro, la liquidazione avviene con unica rata. L’incentivo erogato ha natura di contributo in conto impianti e non è assoggettato a ritenuta del 4% ai sensi dell’art. 28 del D.P.R. 600/73. Inoltre, in quanto privo dell’elemento sinallagmatico, è da considerarsi fuori del campo di applicazione dell’I.V.A. e conseguentemente non vi è obbligo di emissione fattura. Gli importi dell’incentivo sono erogati al netto del corrispettivo, di cui all’art. 17 del D.M. 16 febbraio 2016, per la copertura dei costi sostenuti per lo svolgimento dell’attività di verifica tecnico-amministrativa, dei controlli e, più in generale, di tutte le attività finalizzate all’erogazione degli incentivi svolte dal GSE e dall’ENEA. Tale corrispettivo è calcolato in misura pari all’1% del valore del contributo totale riconosciuto, con un massimale pari a 150 €, ed è trattenuto come somma a valere sulle rate annuali. Il corrispettivo è assoggettato ad I.V.A. ad aliquota ordinaria ed è oggetto di fatturazione da parte del GSE. La fattura emessa è resa disponibile sul Portaltermico.

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​​L'art. 6, comma 7, lett. h), del DM 16 febbraio 2016 prevede che ove il soggetto responsabile sia una ESCO, l'accordo contrattuale deve contenere l'indicazione dettagliata delle spese ammissibili sostenute dalla ESCO con specifico riferimento alla realizzazione dell'intervento, ripartite per tipologia di spesa in coerenza con l'art. 5, distinguendo l'aliquota IVA applicata e specificando le spese non ammissibili quali, i servizi erogati, l'utile d'impresa ed eventuali altre spese.

Pertanto, deve essere parte integrante del contratto un quadro riassuntivo contenente il dettaglio di tutte le spese sostenute suddivise fra spese ammissibili e spese non ammissibili, ove:

  • le spese ammissibili sono esclusivamente quelle previste dall'art. 5 del DM 16 febbraio 2016;
  • le spese non ammissibili sono:
    - l'aliquota IVA;
    - il costo dei servizi erogati;
    - l'utile dell'impresa;
    - ogni altro costo non riconducibile a quelli riportati specificatamente nell'articolo 5 del Decreto.

Si specifica, infine, che ai fini dell'accesso agli incentivi non è considerato idoneo un dettaglio delle spese che non sia parte integrante del contatto sul quale si fonda l'ammissione agli incentivi della ESCO stessa

Cambio di titolarità

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È possibile effettuare la variazione di titolarità di una richiesta di Conto Termico tramite il Portaltermico per causa decesso del Soggetto Responsabile o per la fusione tra società.

In caso di CONTRATTO ATTIVO per effettuare la variazione è necessario eseguire le seguenti operazioni:

  1. Accedere al portale e cliccare sulla sezione “ I MIEI CONTRATTI"
  2. Da “I MIEI CONTRATTI" cliccare su “CONTRATTI ATTIVI"
  3. Selezionare il contratto per il quale si vuole operare la variazione
  4. Cliccare sulla sezione “Cambio Titolarità" e procedere alla compilazione della richiesta

Si precisa che qualora il contratto non sia attivo, quindi nello stato “DA ATTIVARE", è possibile effettuare la richiesta di cambio di titolarità eseguendo le seguenti operazioni:

  1. Accedere alla sezione del portale “GESTIONE RICHIESTE" cliccare su “VISUALIZZAZIONE RICHIESTE"
  2. Selezionare il contratto per il quale si vuole operare la variazione
  3. Cliccare sulla sezione “Cambia titolare" e procedere alla compilazione della richiesta

Dopo la selezione “Cambia titolare" lo stato della richiesta passerà a “In Cambio Titolarità".

Fonte: https://www.gse.it